07 Mag 2012

Corsi e Ricorsi storici

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Il 6 maggio 2012, forse, sarà una data da ricordare nel panorama politico internazionale; i risultati delle elezioni in Francia ed in Grecia, così diversi e così dipendenti per i risvolti che porterà in Europa. Si abbattono come un terremoto sull’Europa: recessione e crisi economica, rabbia e  disorientamento degli elettori, cambiamenti degli equilibri interni; democraticamente, sia i francesi sia i greci, hanno detto no ai tedeschi e con gli inglesi che già da tempo avevano ricollegato la loro politica a quella americana, ponendosi in maniera critica nei confronti della  Merkel. Corsi e Ricorsi storici: la Francia di Sarkozy che sembrava quella di Petain, un cane mastino agli ordini del dittatore tedesco Hitler (alias Merkel) e con Hollande nuovo De Grulle; il nostro Monti che con le tasse imposte sembra un novello Mussolini (falsamente eletto con l’appoggio dei maggiori partiti) paragonabile a quello che fu “l’orticello di guerra” dell’autarchia fascista. Manca un “attore” di quel periodo ovvero la Resistenza; certo è che se sta resistenza, oggi, è rappresentata dai “grillini”…… non è che stiamo messi tanto bene nel prossimo futuro.

cifone

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30 Apr 2012

Consorzio “Porta del Colle1”… scomodi pensieri

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E così, sabato scorso, un’altra riunione tra i soci del nostro consorzio per informare e deliberare sulla situazione, sul cosa è stato fatto e su quello che dobbiamo fare nel futuro prossimo!

Per coloro che non sono addentro le “cose” della RICOSTRUZIONE post sisma aquilano dico molto brevemente che a tre anni dal passaggio del Mostro, la ricostruzione è partita per le periferie ma è ancora ferma (completamente) per tutti i centri storici sia di L’Aquila sia delle Frazioni e sia degli altri piccoli Comuni; questo perché si attendeva la pubblicazione dei Piani per la Ricostruzione (cosa mai avvenuta anche se prevista per legge…. sic!) e perché c’è l’obbligatorietà di lavorare in consorzi derivanti dall’individuazione degli aggregati ovvero: la Protezione Civile aveva individuato aggregati di fabbricati i cui proprietari si devono costituire in consorzio in modo da presentare un unico progetto, un’unica impresa, un’unica domanda di contributo.

Premesso questo, ecco allora la costituzione del nostro consorzio, la nomina del presidente (il sottoscritto),  il nostro statuto, le nostre tabelle di superficie, il riconoscimento all’Agenzia delle Entrate, l’incarico ai tecnici per la preparazione del progetto, l’attribuzione del codice fiscale del consorzio, l’apertura di un conto corrente presso la Carispaq e, come dicevo all’inizio, sabato scorso ci siamo riuniti per una delle nostre riunioni.

Devo dire che fino a sabato mattina vivevo le mie ansie con l’aver ottemperato ai miei doveri con ritardo, tradire la fiducia che gli altri soci avevano riposto in me nominandomi presidente, aver perduto del tempo prezioso nell’aver preparato la documentazione ed indetto le riunioni per il fatto che non residendo sul posto ed essendo impegnato in altro lavoro …. forse …. chissà …… sto facendo perdere tempo prezioso al consorzio nel seguire l’iter della documentazione che ci porterà alla presentazione della domanda di contributo o, almeno, parte di esso.

Poi però, quando sei al paese ed incontri gli amici o i conoscenti che anche loro si trovano nelle tue (…mie) stesse condizioni, è normale anzi doveroso chiedere, confrontarsi, informarsi tra coloro che devono affrontare lo stesso problema; al che non sapevo se rallegrarmi per quanto fatto per il “mio” consorzio o se farmi “cadere le braccia”; a pensarci propendo per la seconda.

Da quello che ho sentito infatti, sembra che il nostro consorzio sia quello più avanzato in fase documentale!!!!!!! Cioè! I consorzi che hanno presidenti e soci che vivono “in loco” hanno prodotto la stessa documentazione del nostro che ha il presidente che può dedicarsi soltanto “part time” ? E  fin qui può anche “starci” ma poi sento frasi del tipo:

. ma perché bisogna “saggiare” le lesioni per capirne l’entità? E chi lo fa? … certo che se non chiamate un operaio “armato” di piccone è difficile che si saggino da sole!

. noi abbiamo incaricato un tecnico per conoscere le dimensioni delle grotte che esistono sotto le case……. Il paese infatti è ricco di grotte che, da secoli e secoli, vengono usate anche come cantine, ma santo Iddio, bisogna distogliere energie e risorse per acquisire le informazioni che tutti i nativi del posto conoscono?

. il nostro consorzio è stato costituito da subito, sono venuti “quelli” della Protezione Civile e lo hanno “fatto” …… confondendo addirittura l’individuazione di un aggregato con il dover ottemperare alle normative per costituire fiscalmente un consorzio!!!!

. noi abbiamo “messo in mano” tutto al geometra che ci pensa lui (…aiutooooo!!!) ……. Ma cosa può fare il geometra se non raccogliere le visure catastali e definire la posizione delle proprietà e determinare le quote di appartenenza? Dipende dal geometra controllare la validità dei documenti? È lui a scegliere lo studio tecnico per il progetto strutturale? È lui che sceglie il presidente? O il revisore? O la ditta?

Ed ancora! Ci sono numerose parti del paese per le quali ancora non si parla neppure della lontana ipotesi di dover costituire un consorzio…… ancora non si incontrano ne tantomeno sanno dell’obbligatorietà di doverlo costituire!

E questo vale soltanto per un piccolo paese di 400 anime! E per gli altri? E per L’Aquila centro? Anche loro nella stessa condizione?

Allora cari amici aquilani e fratelli terremotati! Se le cose stanno così, cerchiamo di farci un piccolo esame di coscienza, non cerchiamo lo “scaricabarile”, diamoci da fare, evitiamo di cadere nella trappola “politica” di dare la colpa a Berlusconi, a Bertolaso, a Cialente e via di seguito…. Come dicevano i latini: Faber est suae quisque fortunae

cifone

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15 Apr 2012

Riforma della Protezione Civile: torna la “Tassa sulla Disgrazia” ma non sarà obbligatoria

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 La Consulta Nazionale aveva dichiarato incostituzionale la ‘tassa sulla disgrazia‘ ovvero l’obbligatorietà delle Regioni  ad alzare le tasse sulla benzina fino ad un massimo di 5 centesimi per litro, in caso di calamità naturali e conseguente dichiarazione dello stato d’emergenza, da oggi invece le Regioni non saranno più obbligate ma avranno «la facoltà» di farlo. Questo per evitare che le emergenze possano durare anni e trasformare in emergenze eventi ampiamente previsti o che nulla hanno a che vedere con le calamità naturali, come l’Expo 2015 o ‘L’incontro Mondiale delle Famiglie’ in programma a Milano a fine maggio o l’intervento alla Maddalena o i Mondiali di Nuoto a Roma di alcuni anni fa. A parte il fatto che riesce difficile immaginare come una Regione non decida di aumentare l’accisa sul carburante per crearsi un “salvadanaio” in caso di calamità ma, secondo me, è proprio questa la terribile novità ovvero il fatto che, in termini territoriali, chi subisce un danno sia esso un terremoto, una valanga, un’alluvione si paga l’EMERGENZA di tasca propria, contando soltanto sulle proprie risorse e non più sul sostegno dello Stato cioè di tutta la collettività … alla faccia della solidarietà nazionale. Non è un caso infatti che in occasione delle nevicate abbondanti che hanno creato enormi danni su tutto il territorio nazionale, nessuna Regione abbia dichiarato lo stato di calamità proprio per mancanza di risorse finanziarie da destinare! Ed ancora! Quando si porta come esempio quanto successo con EXPO 2015  o alla Maddalena o per i Mondiali di Nuoto a Roma dove si era accusata la ex Protezione Civile Nazionale di essere diventata una “holding” di affari non controllabili, si dimentica di dire che tali Opere dovevano essere gestite e realizzate proprio da parte delle Regioni ed Enti Locali che si erano dimostrati del tutto incapaci ed impreparati a gestire opere ed eventi anche se erano AMPIAMENTE  PREVISTI e PROGRAMMATI.

cifone

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04 Apr 2012

I miei ricordi di quella terribile notte

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Ero a Roma quella notte; alle 3 e mezza avvertii la scossa, pensai ad una delle tante scosse che hanno l’epicentro nella zone dei Castelli Romani; alle 5 e un quarto un’altra scossa, ormai il sonno era andato, accesi la tv ed appresi la notizia! Salii in auto e partii ma al casello di Roma Est mi fermarono, avevano già chiuso l’autostrada; pensai di arrivare a L’Aquila percorrendo la Tiburtina o la Salaria ma le informazioni per radio erano scarse e non davano certezza di arrivare, dovetti tornare indietro. Telefonate, messaggi con amici e parenti per sapere se stavano bene; solo di Silvana non si sapeva nulla poi la notizia, Silvana non c’era più, era rimasta sotto le macerie della casa a Paganica che aveva appena finito di ristrutturare. Il giorno dopo feci il giro degli amici medici che conoscevo e con i quali potevo mettermi in contatto; caricai l’auto di medicine ed andai alla tendopoli vicino l’ospedale; mi colpì il silenzio, l’ordine, la compostezza; pensavo di trovarmi in mezzo al caos invece era una situazione ordinata e composta; consegnai le medicine ed aiutai a montare le tende insieme a gente in divisa ed in borghese, così, senza distinzione.

Forse stranamente, non so, ma quello della casa non fu il primo pensiero, venne successivamente o forse era la paura di sapere in che condizioni era, la vidi tre giorni dopo, il venerdì santo il giorno dei funerali di Stato. Tantissima gente, un silenzio irreale, un dolore misto a dignità, tutte quelle bare in fila e quella piccola bara bianca sopra la bara più grande che è rimasta impressa nella mia mente più della bara di Silvana; poi ad Assergi per vedere casa! Salire la strada che porta alla Porta del Colle in apnea, trattenere il respiro davanti alle mura crollate, trovarmi di fronte all’entrata! La facciata era integra, forse s’è salvata pensai e sperai; il portone si aprì senza alcuna difficoltà, all’interno calcinacci ed intonaco, le scale in pietra erano staccate, si muovevano sotto il mio peso; aprii la prima camera, le pareti lesionate, ancora calcinacci ed intonaco a terra; provai ad aprire le altre porte… niente da fare, sembravano chiuse dall’interno.

Tornai il giorno dopo con l’assistenza di una squadra dei Vigili del Fuoco, toscani, gente fantastica come tutti i Vigili del Fuoco che conobbi in quel periodo; forzarono la porta della stanza di mia figlia, feci fatica a riconoscerla, il letto non si vedeva più per come era ricoperto da sassi, tegole, assi e mattoni, completamento sommerso! Aprirono la porta della cucina e della camera da pranzo, solo una foto può descrivere in quale stato fossero, i pensili erano a terra ribaltati, il frigorifero capovolto così come il cassettone con i cassetti volati via in tutte le direzioni, le volte crollate, le falde aperte, i muri spaccati …. la casa non c’era più! Bellissima la sensibilità del vigile che mi vide piangere, chiamò il collega che stava elencando i danni e non si era accorto del mio pianto e con una scusa lo portò fuori, rimasi a piangere in silenzio con le mani sulla testa e ripensai a Vanina; mi dissi che ero stato fortunato, che la casa era persa ma mia figlia era salva! Chissenefrega della casa, l’importante era che lei fosse ancora viva! Quella domenica voleva che la accompagnassi ad Assergi, lei ed i suoi amici; stranamente mi opposi, le dissi di non andare, io che esaudivo sempre i suoi desideri, quella sera no, rimasi fermo sulla mia decisione, il “muso” che mi portò per tutta la sera, il suo silenzio di rimprovero ed invece….. la fortuna del Destino…!

Ritornai la settimana successiva, ancora con una squadra di Vigili del Fuoco, per mettere un telone a copertura, a protezione delle ferite, forse l’inconscio codice di riparare, di aiutare, di proteggere come si fa per una persona sul punto di morire! Ancora oggi, a distanza di tre anni, entro in quello che resta e pulisco gli intonaci, togliere i sassi e le pietre che continuano a cadere, a controllare se le ferite diventano sempre più profonde sapendo che non si rimargeranno da sole.

La voglio rivedere più bella di prima, abbiamo costituito il consorzio, abbiamo saggiato le lesioni, ora dobbiamo far preparare il progetto…… speriamo….!

cifone

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29 Mar 2012

L’Aquila chiama Italia

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C’è un bell’articolo di Christian Calandro dal titolo:  “L’Aquila, tre anni 3 dopo il sisma, è la capitale spettrale d’Italia” del quale riporto alcuni stralci che fa un confronto tra lo sbando post sisma dell’aquilano con lo sbando che vive la società italiana in questo momento; è importante perché, sul web, ancora si parla di L’Aquila a differenza di tantissimi altri siti dove L’Aquila è totalmente scomparsa; di seguito alcuni “post” dei lettori che testimoniano la disconoscenza del problema legato alla Ricostruzione.

Buona lettura

Paradossalmente in questo posto reso invivibile dall’incapacità e dall’ignavia colpevole di chi doveva decidere e agire con la massima solerzia, gli affitti senza alcun controllo sono schizzati alle stelle (!!!). E nel centro disabitato, distrutto, fioriscono i locali, dal momento che si tratta dell’unica città d’Italia dove si può sparare al massimo il volume della musica per le strade. Il tasso di alcolismo ha subìto un sensibile incremento, e in ciò che resta del centro storico, il giovedì e il sabato sera, regna un’atmosfera surreale, agghiacciante, a metà tra 1997: fuga da New York e la Detroit di Robocop. Tu cammini, prendi una birra o un cocktail, chiacchieri, e improvvisamente ai lati del corso si aprono squarci neri di distruzione e devastazione.

Eppure, non bisogna osservare con distacco supponente questo fenomeno (insieme agli altri che caratterizzano l’intero processo post-sisma, come per esempio le new town), quanto piuttosto considerarlo con partecipe preoccupazione: l’Aquila è, in questo momento, la capitale spettrale d’Italia. L’Aquila è la mappa fondamentale dell’Italia – e dei suoi fantasmi.

La desolazione che vi regna è la stessa che domina la vita dell’intero Paese, al di là della pervicace volontà collettiva di continuare a vivere – contro ogni evidenza – nel territorio della rappresentazione e della finzione. L’Italia è un Paese in macerie: le macerie del patrimonio storico-artistico, delle istituzioni, della politica, dell’economia, della produzione e della fruizione culturale, dell’informazione. Le macerie di una società, che ha espulso dalla percezione individuale e collettiva l’idea stessa del “noi”, e in cui tutti sono ridotti a “mille monadi sigillate, e fra queste una lotta disperata, nascosta e continua” (Primo Levi, I sommersi e i salvati, 1986).

Questo è una nazione che ha un bisogno disperato di ricominciare a credere in se stessa: L’Aquila è la nostra vera capitale, nel senso che è il punto imprescindibile da cui partire in questo momento, e da cui avviare questa ricostruzione, insieme materiale e immateriale. La nostra città-martire, con il suo dolore e la sua immensa dignità, puoi insegnarci dove trovare la forza di ricominciare. Può indicarci la via per comporre e articolare il nuovo sistema morale di riferimento – che poi è e deve essere lo stesso di cinquanta, sessanta anni fa, opportunamente aggiornato alle esigenze ed alle sfide del XXI secolo – attorno ad alcuni valori fondamentali: la condivisione, la collaborazione, la consapevolezza, la generosità, la dignità, la responsabilità.

L’Aquila ha bisogno di noi, così come noi abbiamo bisogno de L’Aquila. L’Aquila è il nostro specchio. Se sapremo comprendere che d’ora in poi le cose potranno finalmente andare meglio solo e soltanto attraverso l’impegno e l’assunzione di responsabilità di ognuno –  impedendo d’ora in poi che siano altri a scegliere per noi e al posto nostro – potremo finalmente conferire nuovo senso alla storia che stiamo attraversando, renderla decifrabile per noi e per le generazioni successive: e tutto dovrà iniziare da L’Aquila e dal suo prezioso contesto sociale, dal suo salvataggio come città e come comunità, dalla correzione rapida di scelte drammaticamente sbagliata e dall’adozione immediata di scelte efficaci e condivise con la popolazione. Dall’inversione di rotta, e dalla diffusione salutare di giustizia e di civiltà. Dal non permettere mai più, d’ora in poi, che si continui a rimuovere la questione de L’Aquila dall’agenda nazionale e dall’immaginario collettivo, escludendo dallo sguardo il ‘buco nero’ che ha inghiottito questa realtà tre anni fa, e lungo gli ultimi tre anni.

La preziosità misteriosa de L’Aquila, oggi, risiede proprio nell’essere – con tutta la sua sofferenza, con tutta la sua bellezza, con tutta la sua dignità – il nucleo vivente (vivente: nonostante tutto, al di là di tutto) di ciò che l’Italia potrebbe essere e diventare, nell’immediato futuro (e di ciò che purtroppo non è ancora). L’Italia ricostruita, nell’anima e nell’aspetto, potrebbe illuminare questo secolo, disseminarlo di cose e idee folgoranti, di ambienti floridi, ricchissimi, colorati e stimolanti.

 Commenti

9. Sante Acitelli

scusa luigi ma il problema è esattamente questo! premesso che anche il nostro consorzio ha scelto tecnici umbri per l’esperienza da voi maturata nel “vostro purtroppo” terremoto ed anche per non dare incarichi a tecnici aquilani che prima fanno cadere la case e poi le vogliiono pure ricostruire…; ma è proprio il confronto con nocera umbra che da ragione all’articolo; se per un piccolo paese come nocera umbra (paragonabile alla nostra paganica) sono occorsi 10 anni, quanto sarebbe dovuto essere e ancora quanto ne occorre di impegno in termini politici per CONOSCERE orientativamente un inizio di ricostruzione nei centri storici aquilani? e non parlo solo di l’aquila città ma anche di quei piccoli paesi che sono diventati fantasmi perchè completamente disabitati e per i quali non occorre un così grande sforzo per farli tornare a vivere…… saluti

8. Luigi Fressoia

sono un arch di Perugia e collaboro da due anni con uno studio di ingegneria fortemente impegnato su l’Aquila fin dal giorno dopo il sisma. Vorrei solo ricordarle che sulle ricostruzioni post-sisma i tempi lunghi sono inevitabili, tanto che -solo per fare un esempio-a Nocera Umbra i cantieri veri e propri sono iniziati nel 2009 (sisma 1997). Le faccio notare che in questi tre anni nel centro storico di L’Aquila è stato fatto moltissimo (e non parlo di quel miracolo che sono stati i 19 villaggi new towns): schedatura di tutti gli edifici, rimozione di macerie e detriti e soprattutto (mi meraviglio che non se ne è accorto) l’opera ciclopica di messa in sicurezza di migliaia di di edifici (case, palazzi, chiese…) mediante migliaia di ponteggi interni ed esterni. NOn c’è bisogno di essere tecnici per capire l’enormità (e la difficoltà, si immagina lei entrare in edifici più che pericolanti e cominiciare a montare tubi e tavolame?) del lavoro fatto. Veramente non capisco

7. amedeo minghetti

Finalmente una persona che ha capito che a L’Aquila la responsabilità è del sindaco!

6. Annalisa Errera

bisognerebbe chiedere al Sindaco dove è andato a nascondere i fondi che hanno stanziato !!!!

5. Corrado Salvatore

Complimenti vivissimi a Cristian Caliandro per l’articolo in questione. Vorrei ricordare però che, oltre all’Aquila, di cataclismi in questo bel paese se ne sono registrati a bizzeffe (soprattutto al Sud)e che nessuno, ripeto nessuno mai (tra i Politici)che si sono avvicendati negli anni, HA mai pensato che a MESSINA (sin dal 1908)esistono ancora le classiche “BARACCOPOLI”. Credo che, sarebbe giusto e doveroso rivolgere un pensiero anche a coloro che a tutt’oggi vivono (si fa per dire) in quella situazione o no???

4. Sante Acitelli

condivido molto l’articolo, L’Aquila come specchio della società; chiacchiere, distinguo, prese di posizioni, schieramenti di parte, discussioni, usare le vetrine politiche …. ecc… incapacità e indecisioni piramidali, dai governi agli enti locali pubblici e privati; per Koss: che vuoi dire? se è sarcasmo… non funziona! il sig. berlusca ha fatto una grande mossa col g8; ha riavviato l’economia locale in un momento dove tutto era fermo, per mesi hanno rilavorato per l’organizzazione del g8 e ha mostrato chi, veramente, voleva aiutarci; alla finde devo dirti che i giapponesi, i tedeschi, quelli dal kazachistan e in parte i francesi hanno mantenuto le promesse a differenza degli americani e degli spagnoli che sono fuggiti

Koss

nessun sarcasmo, figurati…mi rimetto alla clemenza della corte, dove la corte in questo caso, essendo interessato in prima persona, sei Tu, d’altronde ….in fondo in fondo, rileggendo la prima parte dell’analisi tua e gran parte dell’articolo, tanto in disaccordo non siamo….era solo una provocazione, non tanto per l’adozione estera, quanto per quella interna, che dovrebbe essere più veloce.

3. Koss

Ma non vi aveva adottato mezzo mondo al G8…??

2. Vincenzo Stifano

basilicata 31 anni molti paesi sono peggio di una citta spettrale.

1. Libera Andreatta

ma il governo berlusconi, scritto in miniscolo, non diceva che tutto si sarebbe messo a posto in breve tempo ?????!!!!!!!!!!!! TUTTI I GOVERN SONO GLI STESSI….. ANNI ED ANNI MA NON CAMBIA NULLA

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21 Mar 2012

Riforma del mercato del lavoro: considerazioni

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Contratti – Il contratto a tempo indeterminato sarà “dominante” con il rafforzamento dell’apprendistato per l’ingresso nel mercato del lavoro.

“… che sia dominante è ovvio, il problema è quante aziende assumeranno con contratti a tempo indeterminato…… per l’apprendistato è già storia, esiste da sempre…. Il problema è se l’apprendistato è l’anticamera del c.t.i. o se è fine a se stesso… nel qual caso è ancora una forma di lavoro precario…”

Stretta sui contratti a termine – Saranno penalizzati i contratti a termine con un contributo aggiuntivo dell’1,4% da versare per il finanziamento del nuovo sussidio di disoccupazione (oltre all’1,3% attuale).

“…e chi ha detto che un’azienda non trovi economicamente vantaggioso pagare una multa dell’1.4 % a fronte della possibilità di NON assumere definitivamente???…”

No a stage gratuiti se si è già formati – Dopo la laurea o dopo un master – ha spiegato Fornero – si va in azienda ma non con uno stage gratuito, magari sarà una collaborazione, magari un lavoro a tempo determinato ma è un lavoro e l’azienda lo deve pagare.

“…. Nulla da eccepire….”

Norma contro dimissioni in bianco – Nella riforma del mercato del lavoro c’é la norma contro le dimissioni in bianco, strumento spesso utilizzato a discapito delle lavoratrici.

“…. Nulla da eccepire….”

Ammortizzatori – Il nuovo sistema andrà a regime nel 2017, ma se il nuovo sussidio di disoccupazione (l’Aspi) entrerà in vigore da subito, l’indennità di mobilità (che vale oggi per i licenziamenti collettivi e può durare fino a 48 mesi per gli over 50 del Sud) sarà eliminata definitivamente solo nel 2017. Per il nuovo sistema sono previste risorse aggiuntive per 1,7-1,8 miliardi.

“… leggasi dal 2017…con risorse inferiori ai due miliardi che, tra 5 anni, avranno lo stesso valore di oggi… e non vanno certamente a risolvere il problema degli adulti over 40 che, in pratica, continueranno ad essere esclusi dal lavoro…”

Aspi – L’assicurazione sociale per l’impiego sarà universale, sostituirà l’attuale indennità di disoccupazione. Durerà 12 mesi (18 per gli over 55) e dovrebbe valere il 75% della retribuzione lorda fino a 1.150 euro, e il 25% per la quota superiore a questa cifra, con un tetto di 1.119 euro lordi per il sussidio. Si riduce dopo i primi sei mesi. Sarà quindi più alta dell’indennità attuale che al suo massimo raggiunge il 60% della retribuzione lorda (e dura 8 mesi, 12 per gli over 50).

“… come sopra… un contentino in più a chi NON potrà più rientrare nel mondo del lavoro…”

Cassa integrazione – Si mantiene per la cassa ordinaria e la straordinaria con i contributi attuali, ma viene esclusa la causale di chiusura dell’attività (resta possibile solo quando é previsto il rientro in azienda).

Fondo solidarietà per lavoratori anziani – Sarà pagato dalle aziende e dovrebbe fornire un sussidio al lavoratori anziani che dovessero perdere il lavoro a pochi anni dalla pensione. Sarà su base assicurativa. E’ stato chiesto dai sindacati per fronteggiare l’eliminazione della mobilità.

“… nulla da eccepire… infatti è stato richiesto ed ottenuto dalle pressioni sindacali….”

Articolo 18 – Il Governo ha annunciato la diversificazione delle tutele sui licenziamenti con il reintegro nel posto di lavoro nel caso di licenziamenti discriminatori e il solo indennizzo (fino a 27 mensilità di retribuzione) nei licenziamenti per motivi economici (giustificato motivo oggettivo) considerati dal giudice illegittimi. Nel caso di licenziamento cosiddetto disciplinare (giusta causa o giustificato motivo soggettivo) considerato dal giudice ingiustificato sarà possibile per il magistrato decidere tra il reintegro e l’indennizzo economico con il pagamento al lavoratore ingiustamente licenziato tra le 15 e le 27 mensilità.

“…. Questo è il punto più GRAVE, è la possibilità di inficiare il contratto a tempo indeterminato… altro che contratto DOMINANTE…. E la cosa peggiore è che le controversie saranno risolte dal giudice …. Ma come? Sono stati fatti scioperi e battaglie parlamentari contro il cosiddetto processo breve che dava un limite massimo di 10 anni (dieci anni) alle cause ed ora si aggravano i giudici con migliaia di controversie?!?!?!?!…”

cifone

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26 Feb 2012

Ecco le liberalizzazioni

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Farmacie quorum a 3.300 per nuove aperture
Finalmente! Invece di avere una farmacia ogni 3600 abitanti ne avremo una ogni 3300!

Taxi, su licenze decidono i comuni
Ma i Comuni aumenteranno soltanto e liberalizzeranno? Perché aumentare il numero delle licenze è una cosa che già fanno in funzione del fabbisogno mentre la liberalizzazione vuol dire eliminare le licenze!

Notai gratis per Srl giovani
Quindi i “giovani” non aprono una srl non per paura del “mercato” ma per il costo del notaio?!?!?
Concorsi notai
……..dal 2015

Stessa tariffa Rc auto da a Nord a Sud per i virtuosi
Io sono un virtuoso, ma com’è che pago sempre di più per una macchina che vale sempre di meno? Non è che dovrebbero diminuire i “premi” ?

Addio rimborso per colpo di frusta
Azzzzzzzzzz……..

Scatola nera auto, niente palloncino
Cioè invece di punirmi / impedirmi di farmi guidare ubriaco, pago qualche migliaio di euro per installare la “scatola nera” per una macchina che ne vale sicuramente di meno in modo da evitare la prova del “palloncino”?

Stop obbligo conto corrente con mutuo
E il mutuo da  quale conto viene pagato? Apro un mutuo con una banca per pagarlo con il conto di un’altra?

Conto corrente gratis per i pensionati che hanno un assegno fino a 1.500 euro
Ma sono anni che ho un conto corrente a zero spese, è una scelta, dov’è la novità? Che adesso non posso più scegliere se aprire un conto a zero spese di commissione oppure no?

Stop a commissioni bancomat per pieno carburante
……. Questa si commenta da sola……….

cifone

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18 Feb 2012

La sicurezza a Campo Imperatore

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Prendo lo spunto per scrivere questo “post” dall’annunciata (poi rientrata) chiusura della scuola sci di Assergi a Campo Imperatore.

Cos’è (per chi non lo conosce) Campo Imperatore?

Campo Imperatore è la stazione sciistica del versante aquilano del Gran Sasso, uno dei due poli di attacco alla montagna insieme a Prati di Tivo che si trova sul versante teramano; altitudine 2.100 metri, uno dei posti più ventosi e freddi d’Italia; d’inverno collegato a valle solo con la funivia del Gran Sasso d’Italia da quota 1.100 metri; impossibile tenere aperta la strada per l’enorme quantità di neve che si accumula nei 20 km che uniscono le due basi della funivia. A Campo Imperatore sono presenti: un albergo (quello di Mussolini per intenderci) con circa 100 posti letto, un ostello ricavato dalla vecchia stazione della funivia con circa 50 posti letto, il rifugio Duca degli Abruzzi, un bar, l’osservatorio astronomico e una piccola chiesetta. La cabina della funivia porta 100 persone in appena 7 / 8 minuti. Questo vuol dire che, per es. la domenica e nel primo pomeriggio, sono presenti circa 1.500 persone.

Premesso questo, parliamo un po’ di sicurezza anche in funzione della recente esperienza del terremoto! Ipotizziamo che cosa sarebbe successo se, invece delle 3 e 32 di notte di quel maledetto 6 aprile 2009, fossero state le 3 e 32 di pomeriggio di una bella giornata invernale e festiva! Avremmo avuto oltre mille persone isolate, abbandonate e destinate a sicuro assideramento! Avremmo avuto la funivia inagibile per mesi così come successo all’indomani della forte scossa! Non sarebbe stato possibile evacuare quelle mille e passa persone! Voglio dire che l’esperienza drammaticamente vissuta non sta insegnando un c a z z o! Sembra CHE ABBIAMO VOLTATO PAGINA SOLO PER DIMENTICARE SENZA FAR TESORO DELL’ESPERIENZA! Perché   fare i debiti ed ovvii scongiuri invece di affrontare il problema della sicurezza in montagna? Si può obiettare che, così ragionando, si dovrebbe o chiudere definitivamente Campo Imperatore o spendere una montagna di denaro per aprire vie alternative per garantire il rientro alla base di partenza della funivia; e allora? La morte di quelle 306 persone del terremoto non insegna nulla? Ce ne siamo già dimenticati? Continuiamo così? A far salire in quota migliaia di persone che, se risuccede un’altra forte scossa, saranno condannati a morte sicura? Però quello che conta è far ripartire l’economia turistica del Gran Sasso! A fronte di che? Di cosa? Della pelle di turisti ignari e dei lavoratori stessi?

Possibile che solo al sottoscritto viene voglia di fare “la Cassandra”? Che nessun altro degli attori locali (politici, enti locali, amministrativi ecc…) che da tre anni parlano e parlano, hanno qualcosa da dire in merito?

cifone

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08 Feb 2012

Dov’è la Protezione Civile?

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E’ ormai una settimana che l’Italia è colpita da un’ondata di maltempo senza precedenti, regioni e regioni sono in piena emergenza, migliaia di persone sono isolate da almeno una settimana, decine di paesi sono senza energia, danni agricoli e zootecnici enormi che pagheremo sicuramente tra qualche mese eppure a livello nazionale, a livello politico, a livello sindacale come se nulla fosse successo; i tg e le trasmissioni idiote ne parlano solo per fare audience e per dar fiato a qualche imbecille di turno; ditemi voi se qualcuno tra Berlusconi, Bersani, Di Pietro ecc… hanno detto qualcosa sulla situazione? Niente! Non se ne parla! Giusto la polemica tra Alemanno e Gabrielli che, poi, alla fine dicono esattamente la stessa cosa ovvero che la Protezione Civile non c’è più! E’ la legge cosiddetta “Mille Proroghe” con la quale hanno cancellato la gestione dell’emergenza che era affidata alla Protezione Civile nazionale con il risultato che questa emergenza nazionale non viene gestita da nessuno. Si obietterà che ci sono stati “scandali” con la gestione della Protezione Civile a L’Aquila, alla Maddalena, i Mondiali di nuoto a Roma e allora? Se qualcuno ha sbagliato che paghi ma non per questo serviva abolire la Protezione Civile e poi? Siamo sicuri che verranno veramente condannati e riconosciuti colpevoli? Però, intanto, ci ritroviamo senza l’unica struttura in grado di fronteggiare l’Emergenza! Come funziona adesso la Protezione Civile? Esistono i dipartimenti regionali che vanno richiesti dalle Regioni che proclamano lo stato di calamità, solo allora si attivano i dipartimenti della Protezione Civile. Bene! C’è stata forse, finora, una regione che abbia proclamato lo stato di calamità? Nessuna o, forse solo a parole ma nessuna di fatto. Questo perché dichiarare lo stato di calamità vuol dire tasse, vuol dire tassare gli abitanti di quella regione, vuol dire pagarsi la calamità con soldi propri e nessun governatore si sogna di fare una cosa del genere in questo momento dove il dott. Monti ha appena emanato una manovra finanziaria fatta di tasse. Insomma… preghiamo il buon DIO e speriamo che smetta di nevicare!

Un piccolo esempio: prendiamo la Costa Concordia! Chi la toglierà? La regione Toscana? I militari? I Vigili del fuoco? Solo la Protezione Civile era in grado di gestire un’operazione del genere e adesso? Probabilmente ci penserà un’organizzazione straniera! Cioè ci affideremo alla Protezione Civile di un altro paese!

cifone

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25 Gen 2012

Il Tombolo aquilano al teatro Orione di Roma

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Sono felice di invitare tutti coloro che potranno e vorrano intervenire,  alla mostra organizzata da Maria Cristina Bravi che si svolgerà presso il fojer del teatro Orione di Roma, via Tortona 7 (zona Re di Roma, metro A fermata Re di Roma); verranno esposti capolavori del laboratorio/scuola “Le Mani d’Oro” del Merletto a Tombolo Aquilano  a fuselli (che deriva dalla tessitura) ed ad ago (che deriva dal ricamo); un’occasione da non perdere per conoscere questa antica arte aquilana!

La mostra rimarrà aperta domenica 29 gennaio presso il teatro Orione dalle ore 15:30 fino alle ore 19.

cifone

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